domenica 23 settembre 2012

SINGLE DI RITORNO

Single di ritorno è la bellissima definizione per chi come me, dopo anni (e anni) di matrimonio, da coppia ritorna individuo.
 Capita a volte di scoprire che il progetto di vita che avevi sognato e nel quale avevi riposto le tue energie non coincida più con quello della persona che avevi scelto.


O magari scopri che non è che non coincida, forse l'obiettivo non è stato mai lo stesso, perchè accanto hai avuto un Fregoli, un Parolisi, un bugiardo patologico, un bambinio mai cresciuto o semplicemente un bip.
 Una separazione, soprattutto quando ci sono dei figli di mezzo, è sempre una atroce sofferenza. 
Ma può, anzi deve essere, momento di crescita e di rinascita. Per me così è stato.



Anche grazie alle mie passioni, alle mie amiche, al web, a me stessa.
 
 La vera nuziale è un anello che mi è sempre piaciuto molto per la sua essenzialità e mi è dispiaciuto doverla toglierla, perchè non era più il simbolo che rappresentava.
 E' stata anni in un angolino, ma poi mi sono detta che la fine del matrimonio non è stata colpa mia, la  mia onestà e serietà non sono mai state messe in discussione e poi dal matrimonio sono nati tre figli. La fede è ancora mia al 50%. 


E allora via il 50% mancante! Visto che rimango solo io, rimane con me solo la mia parte.


 Grazie ad un amico orafo che mi ha assecondato, la fede è stata alleggerita dalla zavorra, cancellata l'iscrizione interna e diventata il mio balocco-brillocco!


La decoro quando mi va, come mi va, abbinando magari nastrini o perline alla mise della giornata.


O la trasformo in un improponibile solitario con una perla di legno e cordino fluorescente.


Questa è la mia preferita al momento: microsolitario fucsia.
La vita mi ha insegnato che la forza può essere trovata solo dentro di noi, magari appoggiandosi a stampelle più o meno temporanee, ma nessuno può volersi bene come noi stessi. 


 E allora un augurio a voi tutti: che qualunque sia la strada che la vita ha scelto per voi, la sappiate e la possiate affrontare con forza ed ironia. Perchè non c'è nessuno sulla faccia della terra che abbia il diritto di farci soffrire, perchè è nostro diritto essere felici, perchè a volta non si può non adeguarsi agli eventi, come canne al vento che si flettono, sono sbattute a destra e a manca, ma poi quando passa la bufera, ci si raddrizza verso il cielo splendente.

sabato 15 settembre 2012

VECCHI AMORI

 Ogni tanto mi piace tornare ai miei vecchi amori,

 ai miei assemblaggi di forme e colori,

 e anche di materiali.


Mi rilassa mettere le mani tra le scatole di pietre, di perle, di bottoni per cercare quello che mi serve per riempire un piccolo spazio.


Il cordoncino piano piano si riempie davanti e dietro.

Così come ogni superficie utile del mio laboratorio: ogni scatola deve essere aperta per permettermi di pescare un pò qui e un pò là.

Un giorno per fare una collana e una settimana per mettere a posto. Devo essere proprio un genio

lunedì 27 agosto 2012

C'ERA UNA VOLTA

C'era una volta un piccolo gilet fatto a crochet. Tanti dischetti colorati lavorando avanzi di filati anche minuscoli, accostati in modo azzardato ed inusuale. Un piccolo gilet fatto per 3/3, quando era ancora incapace di opporsi ai miei gusti estetici, quando ancora nel suo armadio c'era il tripudio dei colori e dei fronzoli.

Fonte di ispirazione una rivista mai dimenticata e mai adeguatamente sostituita, piena di idee e colori, di progetti facili e difficili, di mondi colorati ma anche in bianco e nero.

Un progettino facile facile, da crochettare in macchina nelle attese davanti a scuola, davanti alla Tv, in un momento libero, durante una telefonata. Tanti dischetti che poi le pazienti mani della mia mamma hanno assemblato e rifinito. Insomma io la mente e il braccio rozzo frettoloso e multitasking, mia madre la povera e annoiata rifinitrice.

3/3 è cresciuta e il gilet non le è più entrato, ma in realtà anche se le fosse entrato, mai e poi mai lo avrebbe più indossato. Qualche anno di decantazione (almeno 5 o 6) e l'incapacità di liberarmene, neanche regalandolo, nonostante lo scambio di abiti da bambini sia per me una consolidata e splendida abitudine. Ci sono dei capi che non riesco a dar via troppo mi piacciono.

Figli non ne faccio più, i nipoti se proprio devono, speriamo che arrivino tra qualche decennio.
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Una stanco pomeriggio di fine estate, pigro al punto giusto, qualche pensiero in testa da scacciare, una stoffina a disposizione per rivestire la canotta
 e la mia  fashion shopper è pronta. Se la facevo a maggio era meglio, ma un posticino nell'armadio in attesa della prossima primavera per lei la troverò sempre.

martedì 10 luglio 2012

...ACIDO COME ME

Non è che abbia molte scusanti. Credo di essere un filino maniacale per gli abbinamenti di colore.


Mi mancava una borsa che avesse un pò di verde acido da abbinare ad un prendisole: noi che abitiamo sul mare (o almeno io) d'estate vestiamo come se andassimo sempre in spiaggia (in realtà è proprio quello che facciamo, anche solo per un'ora).


Una semplice shopper grezza, fiori e farfalle di legno provenienti da una ghirlandina decorativa, bucati con un trapanino, decorate con colori materici e cucite con cordino in tinta. Tutto rigorosamente "vintage" (comprato e ammucchiato nel corso degli anni in attesa di utilizzo...)

In effetti una borsa verde acido ce l'avrei pure

che fa pendant con queste

ma c'era un pò troppo lilla...

sabato 23 giugno 2012

DI NECESSITA' VIRTU'

Il mese scorso ho dovuto trascorrere mio malgrado moltissime ore in ospedale per assistere mia madre per un problema improvviso e complicato che l'ha costretta ad una seria operazione (risolta brillantemente e con esito fausto) che ha poi necessitato di una presenza costante accanto a lei.

Adoro leggere, ma a volte è anche stancante farlo per ore.

 Ho disseppellito questo bel libro acquistato qualche anno fa, riesumato rimanenze di filo di cotone, messo tutto in una borsina insieme agli uncinetti e ho iniziato il mio lavoro botanico.

 Una rosa d'Irlanda

 o una dalia

 colori naturali

 o a volte del tutto irreali, 

 ma avevo bisogno di un bouquet colorato

 L'anno scorso (o è stato l'altro ancora o quell'altro?!) avevo comprato una borsina fuxissima finto vimini come de resto il mio divano da esterno...

 Oggi la temperatura è tropicale e il caldo afoso. Devo assolutamente andare in spiaggia a mettere i piedi in acqua (a trovare gli alibi noi donne siamo bravissime...) anche perchè l'uso della pistola a caldo (che questa volta non si è vendicata) mi ha fatto ulteriormente sudare

 Colla a caldo, qualche perlina 


e sono pronta a sfilare in passerella (vebbè, quella lunghissima di cemento che porta sotto la mia postazione di lavoro palma, ma sempre passerella è!)

lunedì 11 giugno 2012

MEMORANDA

Era tanto tempo che non mi scottavo con la pistola a caldo e che non mi ustionavo qualche polpastrello.

E ho deciso di rimediare. Del resto con 30 gradi all'ombra cosa c'è di meglio che non accedere il maledetto arnese che ospita un essere che vive di vita propria?!


Una gruccia da lavanderia modellata a cuore, microritagli di stoffa, vecchi orecchini, pietre sbilenche, 

micromollettine acquistate in un momento di shopping compulsivo

e la mia microbacheca porta memo è pronta.

Del resto ad una certa età la memoria inizia a svampare e i memo sono d'obbligo. Sempre che mi ricordi di prenderli prima di uscire.

mercoledì 30 maggio 2012

ANNO BISESTO

Anno bisesto, anno funesto, recita un detto popolare. Se poi ci si mettono anche le profezie Maja siamo a posto.


Ma siccome io, come la splendida Elena, il bicchiere lo vedo sempre mezzo pieno, diciamo che l'anno bisesto ha un'opportunità in più.

 
Ha un giorno in più per togliermi qualche sassolino dalla scarpa quando incontro gente maleducata beatamente sguazzante nella propria inciviltà. (Ad esempio più che un sassolino avrei tirato un macigno in fronte a quei mentecatti intenti a fumare lungo le scale di un ospedale spiaccicando poi le cicche per terra e che mi hanno risposto "Lo fanno tutti...")


Ha un giorno in più emozionarsi per le piccole e grandi cose.

Ha un giorno in più per rimandare l'odiosissimo cambio di guardaroba e utilizzandolo per sdraiarsi lunghissime ore al sole di maggio in una assolata domenica.

Ha anche un giorno in più per essere gentile con le persone che incontro, scoprendo negli occhi una gratitudine anche esagerata solo per aver ceduto il posto in fila alla cassa di un supermercato.

Ha un giorno in più che mi separa dagli esami di 1/3 e 3/3 illudendomi di non avere poi un travaso di bile.


Insomma, un giorno in più può fare la differenza tra il decidere di vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.


Nelle foto, la genesi di una nuova borsa. Fatta anche questa con un tappetino da cucina, pezzi di una gonna jeans, tessuto a contrasto e passamaneria perlinesca e che giungerà ben presto in regalo alla sfortunata ce so io.

Detto questo, caro Murphy, fammi il bip del piacere di girarmi alla larga e tu sai perchè. Perchè prima o poi ti acchiappo, ti stritolo, ti accoltello, ti faccio a pezzettini e disperdo le tue membra ai quattro angoli della terra. Magari ti dò in pasto ai leoni o a qualche coccodrillo. O ti getto in una fornace o in un inceneritore. Perchè io sono buona e cara, ma se mi inbip per te è la fine. Abbiamo capito entrambi che appena sto benino mi tieni in allenamento mandandomi qualche nuova sciagura o preoccupazione, solitamente anche più di una contemporaneamente. Ma siamo X miliardi di persone, BIP! E fatti un giro!