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domenica 11 novembre 2012

BORSA DI FAMIGLIA

Avevo già iniziato qui a dare un'altra vita a dei capi di abbigliamento di 3/3 che non le entravano più ma che per un fatto affettivo non sono stata capace di regalare


Quando 3/3 era piccola la vestivo esattamente come piaceva a me e se li avessi trovati quei capi della mia taglia li avrei comprati anche per me...
 

 Adesso la teen-ager è cresciuta, abborre tutto quello che è colorato o che possiede anche un minimo dettaglio fuori luogo (secondo i suoi canoni, ovviamente...). Anche i maschi, ovviamente, ormai hanno i loro gusti sui quali è inutile farli ragionare.



La temperatura decisamente freddina dei giorni scorsi mi ha costretto a fare il cambio di guardaroba e ho deciso di eliminare molti di quegli abiti che stavano appesi da tempo senza vedere la luce del sole.


E allora, via al puzzle di famiglia! Ho tagliato una splendida maglia di 3/3 troppo bella per essere regalata, praticamente un quadro astratto vivente, tutta nastrini e ricami, alla quale ho tolto la cerniera, applicato qualche bottone per fermare i nastrini già presenti e applicato dei decori sugli spazi troppo bianchi.
 Una mia vecchissima gonna jeans bordeaux finalmente eliminata è finita sul retro,



ritagli di vari jeans e bermuda di 2/3 e 3/3 sono stati usati per fare i fianchi.
 La fodera proviene da un'altra gonna, le tasche dal davanti dei jeans dai quali avevo già espiantato le tasche posteriori, il bordo rinforzato che blocca l'anello per la tracolla dalla cucitura laterale degli stessi jeans.



Ritagli di pelle pescati nel pozzo dei 1000 ritagli sono finiti a decorare la tracolla, mai utilizzata, proveniente da una borsa di 3/3


e un bottone proveniente dalla mia collezione blocca la parte eccedente della tracolla regolabile. E' stato messo lì a testimoniare che so fare anche le asole con la mia macchina da cucire!

P.S. L'etichetta cucita in bella vista sta lì solo per dimostrare che la mia non è una borsa Desigual, ma solo un riciclo-decluttering a costo zero...

sabato 23 luglio 2011

NON MI HANNO VOLUTO!


 Qualche tempo fa ho partecipato al concorso di Hobbydonna in cui si richiedeva di inviare un progetto creativo in diversi ambiti e che, se scelto, sarebbe poi stato pubblicato su un calendario e/o su un'agenda creativa.


Ebbene, la mia spilla non è  stata scelta e la mia autostima è rimasta del tutto intonsa.
Che un progetto sia pubblicato o meno, che sia scelto o meno, che sia applaudito o commentato o denigrato da 1, nessuno o centomila,  non cambia di certo il mio pensiero. O la mia voglia di assembare. O di cucire. O di incollare.


Io gioco con le mie pietre perchè mi piace. 
Arrotolo i miei ritaglietti di stoffa perchè mi piace.
Ma non sgomito e non sgomiterò mai per costringere qualcuno ad adularmi. Non calpesterò nessuno, non ricorerrerò all'abitudine tristissima di chiedere voti a destra e a manca per concorsi e concorsini.
Non taggherò nessuno sulle mie foto su Facebook per avere visibilità.
 Le mie non sono "creazioni". Una creazione è una meraviglia della natura, l'eccezione che conferma la regola, il papavero che svetta solitario in una distesa di grano.
Le mie sono paccottiglie che mi fanno stare bene.


 E se poi qualcuno ha voglia di prendere una mia spilla e appuntarsela su una maglia, una borsa o una sciarpa, non posso che esserne felice.

Ma io non avrò mai l'aria da prima della classe, perchè in questo campo ho ancora molto da imparare (se qualche mio compagno di classe passasse da qui so già che avrebbe sicuramente da eccepire. A scuola forse lo sono stata antipatica e saccente, ma allora forse la mia preparazione scolastica era l'unica cosa di cui ero certa. Adesso per fortuna la vita mi ha scosso in ogni direzione e il risultato è stato quella di essere diventata molto più umile, molto zen e più simpatica, soprattutto a me stessa.)
  
Ammiro e invidio (in senso buono) chi è più bravo di me perchè mi dà lo stimolo per migliorare e  per imparare.

E affrontare la vita con leggerezza mi concede a volte il lusso di sorridere. Posso permettermi la gioia di eliminare dai miei contatti su Fb chi mi tagga in oggetti spesso inguardabili (siete avvertiti, taggatori di Fb, io depenno immediatamente): preferisco avere pochi "amici" ma buoni.

La mia vita, fortunatamente, è anche altro. Fuori dal web, all'aria aperta: al mare a giocare una partita di burraco, o davanti ad un caffè alle 8 del mattino con un'amica in un scampolino di tempo, o in una rara e preziosa cena con persone con cui si sta bene tanto che il tempo vola. O in casa, a leggere un libro.
Perchè io, fuori dal web, fortunatamente esisto.
(Soprattutto come tassista: adesso, per esempio,3/3 deve andare al cinema...)

THAKE IT EASY, PLEASE