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lunedì 7 aprile 2014

L'ESTATE SI AVVICINA

L'estate, grazie a Dio, si avvicina. La primavera mi fa venir voglia di fare, di uscire dal letargo invernale.
Come ogni anno mi riprende la smania incontrollabile di decorare borse di paglia, sempre decisamente una diversa dall'altra, sempre pezzi unicissimi.
Non solo perchè come trovo una base l'agguanto a volo e in genere è "single", ma perchè come al solito attingo dalla caverna misteriosa del mio laboratorio nel vano tentativo di far eliminare un pò di materiale stratificato negli anni!
Ho fatto fuori un pò di jeans, ma, miracolo infinito, questa volta non sono stata vittima della colla a caldo, il che è un risultato davvero storico.
Fodera in nuance, ovviamente, e la mia adorata etichettina completano la prima borsa di stagione.

giovedì 13 giugno 2013

SECONDO ASSIOMA DEI CRAFTS

Dopo il primo assioma, ho meditato sul secondo che ormai ha validità scientifica:
nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si MOLTIPLICA...

E' iniziata la stagione estiva e quindi anche la voglia di borse di paglia.

Roselline di stoffa, nate da scampoletti e calzini spaiati, come per la ghirlanda di qualche giorno fa,

quintalate di colla a caldo per fermarle sulla paglia.

Oltre alla verifica empirica del primo assioma...



ho sperimentato sul campo pure il secondo. Ma com'è che decluttero, arrotolo, appiccicco, decoro e le tonnellate di stoffine invece di dimunire crescono e aumentano di volume?! Ditemi che non sono impazzita ma capita anche a voi. A meno che forze aliene si stiano riproducendo a mia insaputo tra il mio ciarpame...

domenica 3 febbraio 2013

ANCHE UNA LISCA HA IL SUO PERCHE'

C'era una volta un paio di pantaloni. In particolare un paio di jeans. Taglia una gamba qui per una borsa, taglia una tasca lì,  usa un ritaglietto per una collana molto casua e dei jeans rimane ben poco.

Giusto quelle doppie cuciture sulle gambe che è difficile da utilizzare. Anzi no, perchè io ho tentato di utilizzarle lo stesso nelle mie folli borse, fino a quando la macchina da cucire si è suicidata. (Il riparatore dal quale l'ho portata esanime, una volta aperta mi ha addirittura telefonato per sapere che diavolo ci avessi cucito per ridurla in uno stato quasi terminale....).

 Insomma, come quando si spolpa  un pesce e rimane solo la lisca, dei jeans erano rimaste solo cuciture.

 Anellini, capicorda, una chiusura e niente altro per un braccialetto tessile.

Semplice per 3/3 che (miracolo!) ne ha voluto uno per sè,

con qualche charms per me per aggiungersi alla decina di braccialetti che porto al polso.
 
Un progettino facile facile da personalizzare in 1000 modi diversi. Buon Febbraio ad everybody.

 
 
 

domenica 16 dicembre 2012

UN'ALTRA E POI BASTA...

Ho dato finalmente fondo alla scorta dei vestiti di 3/3 acquistati quando lei era ancora inconsapevole ed era il mio manichino ambulante, quei capi per me oggettivamente talmente belli da non ruscire ad alienarli.
 
 Un paio di jeans ricamatissimi nella parte posteriore, per me bellissimi, per 3/3 orripilanti...
Li ho semplicemente scuciti, riquadrati, ricuciti "gamba su gamba".
Qualche pizzo candido (regalo di un'amica, di quelle che ti portano buste di ritagli di qualunque materiale dicendoti "tanto tu saprai che farne") messo a bagno per una notte un una tisana ai frutti di bosco,

 ritagli di passamaneria e la solita etichetta autocelebrativa,



un disco di ottone usato in realtà di solito per comporre orecchini,
la solita gonna dismessa usata per foderarne l'interno, con kitchissime tasche a fiori,
la tracolla mai usata di un'altra borsa e la mia ultima borsa da riciclo è finita. Sperando, per il mia armadio, che sia veramente l'ultima...

domenica 11 novembre 2012

BORSA DI FAMIGLIA

Avevo già iniziato qui a dare un'altra vita a dei capi di abbigliamento di 3/3 che non le entravano più ma che per un fatto affettivo non sono stata capace di regalare


Quando 3/3 era piccola la vestivo esattamente come piaceva a me e se li avessi trovati quei capi della mia taglia li avrei comprati anche per me...
 

 Adesso la teen-ager è cresciuta, abborre tutto quello che è colorato o che possiede anche un minimo dettaglio fuori luogo (secondo i suoi canoni, ovviamente...). Anche i maschi, ovviamente, ormai hanno i loro gusti sui quali è inutile farli ragionare.



La temperatura decisamente freddina dei giorni scorsi mi ha costretto a fare il cambio di guardaroba e ho deciso di eliminare molti di quegli abiti che stavano appesi da tempo senza vedere la luce del sole.


E allora, via al puzzle di famiglia! Ho tagliato una splendida maglia di 3/3 troppo bella per essere regalata, praticamente un quadro astratto vivente, tutta nastrini e ricami, alla quale ho tolto la cerniera, applicato qualche bottone per fermare i nastrini già presenti e applicato dei decori sugli spazi troppo bianchi.
 Una mia vecchissima gonna jeans bordeaux finalmente eliminata è finita sul retro,



ritagli di vari jeans e bermuda di 2/3 e 3/3 sono stati usati per fare i fianchi.
 La fodera proviene da un'altra gonna, le tasche dal davanti dei jeans dai quali avevo già espiantato le tasche posteriori, il bordo rinforzato che blocca l'anello per la tracolla dalla cucitura laterale degli stessi jeans.



Ritagli di pelle pescati nel pozzo dei 1000 ritagli sono finiti a decorare la tracolla, mai utilizzata, proveniente da una borsa di 3/3


e un bottone proveniente dalla mia collezione blocca la parte eccedente della tracolla regolabile. E' stato messo lì a testimoniare che so fare anche le asole con la mia macchina da cucire!

P.S. L'etichetta cucita in bella vista sta lì solo per dimostrare che la mia non è una borsa Desigual, ma solo un riciclo-decluttering a costo zero...

sabato 27 ottobre 2012

MANNAGGIA A ME...

3/3 ormai è una teen-ager a tutti gli effetti: inizia a truccarsi, a laccarsi le unghia a fasi alterne (quando decide di non rosicchiarsele), vive qualla fase della mimetizzazione che ho passato anche io alla sua età, quando, ancora insicura, preferisce vestirsi in colori scuri e poco appariscenti.
E' invaghita di una band inglese di quattro o cinque bellocci sulle cui canzoni canta a squarciagola. E il suo top è tutto ciò che è inglese o ha la Union Jack sopra.


Invece di uscire, nel mio unico giorno di libertà, ho tagliato e cucito, assemblato e rifinito. Un pezzo di oil coat very british, pezzi di jeans provenienti da un paio di pantaloni di 1/3 ormai fuori moda,

 manici resistenti e capienza a misura di libri (tanti) da portare ogni giorno a scuola,

  
larga quanto basta per farci entrare un pò tutto.


e con tasche ritagliate pari pari dai jeans del fratello e dove inserire magari il cellulare o le chiavi di casa


Perchè la sua borsa Gola, appena comprata per una cifra vergognosa per una cosa di plastica, di moda e trendissima, ma sempre di plastica, dopo neanche una settimana si è liquefatta sulla marmitta della moto di 1/3 che, nato principe, non ha mai fatto una mazza. Ma quel giorno, invece, si è offerto di andare a riprendere la sorella. Giusto per assistere alla prova scientifica che la plastica si scioglie con il calore...

E la borsa, cucita con tanto ammmmore, rinunciando pure al mio tempo libero, pende triste nel mio armadio. Perchè alla miss non piacciono i fiorellini, nonostante se ne scorga una micro striscetta.
Uaaaaaaaahhhhhhh!!!   

lunedì 27 agosto 2012

C'ERA UNA VOLTA

C'era una volta un piccolo gilet fatto a crochet. Tanti dischetti colorati lavorando avanzi di filati anche minuscoli, accostati in modo azzardato ed inusuale. Un piccolo gilet fatto per 3/3, quando era ancora incapace di opporsi ai miei gusti estetici, quando ancora nel suo armadio c'era il tripudio dei colori e dei fronzoli.

Fonte di ispirazione una rivista mai dimenticata e mai adeguatamente sostituita, piena di idee e colori, di progetti facili e difficili, di mondi colorati ma anche in bianco e nero.

Un progettino facile facile, da crochettare in macchina nelle attese davanti a scuola, davanti alla Tv, in un momento libero, durante una telefonata. Tanti dischetti che poi le pazienti mani della mia mamma hanno assemblato e rifinito. Insomma io la mente e il braccio rozzo frettoloso e multitasking, mia madre la povera e annoiata rifinitrice.

3/3 è cresciuta e il gilet non le è più entrato, ma in realtà anche se le fosse entrato, mai e poi mai lo avrebbe più indossato. Qualche anno di decantazione (almeno 5 o 6) e l'incapacità di liberarmene, neanche regalandolo, nonostante lo scambio di abiti da bambini sia per me una consolidata e splendida abitudine. Ci sono dei capi che non riesco a dar via troppo mi piacciono.

Figli non ne faccio più, i nipoti se proprio devono, speriamo che arrivino tra qualche decennio.
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Una stanco pomeriggio di fine estate, pigro al punto giusto, qualche pensiero in testa da scacciare, una stoffina a disposizione per rivestire la canotta
 e la mia  fashion shopper è pronta. Se la facevo a maggio era meglio, ma un posticino nell'armadio in attesa della prossima primavera per lei la troverò sempre.

martedì 10 luglio 2012

...ACIDO COME ME

Non è che abbia molte scusanti. Credo di essere un filino maniacale per gli abbinamenti di colore.


Mi mancava una borsa che avesse un pò di verde acido da abbinare ad un prendisole: noi che abitiamo sul mare (o almeno io) d'estate vestiamo come se andassimo sempre in spiaggia (in realtà è proprio quello che facciamo, anche solo per un'ora).


Una semplice shopper grezza, fiori e farfalle di legno provenienti da una ghirlandina decorativa, bucati con un trapanino, decorate con colori materici e cucite con cordino in tinta. Tutto rigorosamente "vintage" (comprato e ammucchiato nel corso degli anni in attesa di utilizzo...)

In effetti una borsa verde acido ce l'avrei pure

che fa pendant con queste

ma c'era un pò troppo lilla...

sabato 23 giugno 2012

DI NECESSITA' VIRTU'

Il mese scorso ho dovuto trascorrere mio malgrado moltissime ore in ospedale per assistere mia madre per un problema improvviso e complicato che l'ha costretta ad una seria operazione (risolta brillantemente e con esito fausto) che ha poi necessitato di una presenza costante accanto a lei.

Adoro leggere, ma a volte è anche stancante farlo per ore.

 Ho disseppellito questo bel libro acquistato qualche anno fa, riesumato rimanenze di filo di cotone, messo tutto in una borsina insieme agli uncinetti e ho iniziato il mio lavoro botanico.

 Una rosa d'Irlanda

 o una dalia

 colori naturali

 o a volte del tutto irreali, 

 ma avevo bisogno di un bouquet colorato

 L'anno scorso (o è stato l'altro ancora o quell'altro?!) avevo comprato una borsina fuxissima finto vimini come de resto il mio divano da esterno...

 Oggi la temperatura è tropicale e il caldo afoso. Devo assolutamente andare in spiaggia a mettere i piedi in acqua (a trovare gli alibi noi donne siamo bravissime...) anche perchè l'uso della pistola a caldo (che questa volta non si è vendicata) mi ha fatto ulteriormente sudare

 Colla a caldo, qualche perlina 


e sono pronta a sfilare in passerella (vebbè, quella lunghissima di cemento che porta sotto la mia postazione di lavoro palma, ma sempre passerella è!)