Non sono mai stata un granchè superstiziosa. La mia parte razionale ha sempre (o quasi) dominato le mie paure e le mie insicurezze. Attribuire la causa di qualcosa alla jella mi pare una follia!
Ma... Quando le cose assumono aspetti un pò sinistri e incomprensibili, inizi a pensare che forse qualcosa ci sia, che un pò di sfiga, o di malocchio, o di un maledetto Murphy che ti sta appollaiato sulla spalla come un avvoltoio, condizionano maledettamente la tua vita.
Mi ricordo, tanti anni fa, quando ero una giovane studentessa universitaria a Siena e abitavo in una vecchia casa vicino a Piazza del Mercato insieme ad altre ragazze fuori sede: quando mancava ancora un pò alla laurea ci siamo accorte che in quella casa, a memoria d'uomo, nessuno mai si era laureato! Panico... E allora, un pò per gioco, un pò per "non sarà vero ma ci credo", organizzammo una seduta per scacciare il malocchio: ognuna mise in comune le sue conoscenze apprese non so come e non so dove. Alla fine, nel piatto dove le gocce di olio si erano frammentate in molecole invisibili galleggiava di tutto: spicchi d'aglio, sale, fiammiferi spenti. Probabilmente l'effetto placebo avrà avuto sicuramente più efficacaia, ma ci lauremmo tutte in brevissimo tempo...
Questa digressione per dire che dopo che la tua vita va a rotoli, quando incontri un gatto nero per strada che si ferma, ti guarda e torna indietro, quando le probabilità che qualcosa vada storto iniziano a diventare un pò troppe, magari pensi che un antijella non possa farti poi troppo male...
Mi sono costruita uno scacciaguai. Qualche ramo mangiato dalla salsedine raccolto sulla spiaggia, un pò di magnifica maglina in regalo con cui cucire dei cuori da imbottire e il gioco è fatto: un teschio per ricordare alla jella che se mi tocca ancora la distruggo
un pò di corallo (sono o non sono di corallo i cornetti napoletani?!),
un cornetto in metallo per Murphy nel caso non capisca il napoletano
e poi medagliette e cristalli.
Dopo di che mi arrendo :)

